Per riassaporare la calma della tavola, sorda del frastuono che ovunque ormai impera, è caldamente consigliato.
Ecco, lo spoiler è servito: andate in pace, se vi interessa l’opinione secca. Se vi va di approfondire, restate qualche minuto su questa pagina.

Bene: superato il punto di non ritorno, buon viaggio.

L’Os à Moëlle, in italiano “Il Midollo Osseo”, è un ristorante non distante dal cuore pulsante tolosano. Esso si trova, infatti, a soli 200 metri dalla fermata Jeanne d’Arc (Metro Linea B) e a 700 da quella di Jean Jaurès (Metro Linee A e B).

Il nome del ristorante dice molto. Vi dà forse l’idea di un luogo mondano o gastrofighetto, magari votato alle peregrinazioni pseudo-gourmet di un cuoco che scava senza nemmeno saper cosa? La risposta è in realtà praticamente ininfluente: non di rado capita, difatti, che i nomi dei locali non rispecchino granché (o assolutamente) l’identità del menu e/o del luogo. Non è questo il caso: qui matchano alla grande.

Sin da quando si mette piede nella prima delle sale, ci si sente come permeati da una sensazione di tepore e calma. Gli arredi vecchia scuola, la predominanza di colori quali l’arancio (legno di tavoli e sedie), il marrone (mattonato alle pareti) e il bordeaux (rivestimento della seduta) e il bel bancone ne rivelano subito l’animo rustico e privo di fronzoli. Un locale perfetto per una cena in autunno inoltrato o nel cuore dell’inverno, per apprezzarne appieno il potenziale ristorante (aggettivo).

Si può ordinare “à la carte” oppure optare per i due menu degustazione, uno a 32 euro e l’altro a 36 (la differenza di costo è data dal dessert, compreso nel secondo).

Si comincia con i “fritons” d’anatra: molto simili ai ciccioli, ben più rotondi e golosi.

Tagliere di foie gras mi-cuit “à volonté”, servito con pane caldo avvolto da un canovaccio: pittoresco, sazia occhi e stomaco (tanto è vero che a pranzo è proposto da solo, insieme a una confettura di ficchi, a 19 €).

Interessante la carta nel suo cuore: ai piatti di carne (manzo, anatra, vitello, agnello) si aggiungono quelli di pesce (pochi, due, a base uno di capesante e l’altro di rana pescatrice). Il midollo, a 3€, può essere servito come accompagnamento a uno dei piatti.

Immancabile la Cassoulet, piatto tipico contemplante fagioli secchi o fave, abbinati a carne (in questo caso pancetta, confit d’anatra e salsiccia di Tolosa) e piatto forte del locale. Intenso e adatto alle temperature rigide, poco a quelle estive (mea culpa, la curiosità viene prima del caldo).

Esaltanti, poi, cottura e presentazione della farandole d’anatra, accompagnata da un piccolo tortino di patate e verdure.

os-a-moelle

L’estetica dei piatti, come evincibile dalle foto, tranne da quella del foie gras dal quale mancava già una fetta (da me tagliata in precedenza), pur non essendo particolareggiata e non seguendo alcuna moda, è composta e per niente manieristica.

Si è lasciata gradire anche la crème brulée alla fava di Tonka.

A condire la serata ci hanno pensato un discreto Gin Tonic a inizio cena e un servizio accogliente, perfettamente in linea con l’essenza di questo più che godibile ristorante tolosano.

L’Os à Moëlle

Indirizzo: 14 Rue Roquelaine, 31000 Toulouse

Giorni e orari di apertura: Aperto il martedì a pranzo, dal mercoledì al venerdì a pranzo e cena e al sabato solo a cena

Telefono: +33 05 61 63 19 30

Sito: losamoelletoulouse.com

Author Andrea Docimo

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