Ieri mi sono incontrato con l’amico Alessandro, altro appassionato di caffè e mi ha lasciato due caffè da assaggiare, entrambi africani, uno del Kenya e l’altro dell’Etiopia, ho pensato di assaggiarli subito.

A colazione ho preparato il caffè del Kenya fatto come spesso capita da più varietà: SL28, SL34 e Ruiru11, lavato e coltivato a Karimikui nella regione di Kirinyaga a 1650 m s.l.m e tostato da La Cabra a Copenhagen. L’ho preparato col V60. Ho sempre grandi aspettative rispetto ai caffè del Kenya e raramente vengo deluso. Anche stavolta già dal primo sorso ho sentito un’ottima tazza, un caffè dolce e con una piacevole acidità citrica con note di limone, un sensazione di fiori e poi la tipica nota di ribes nero dei caffè keniani ma non così intensa come al solito. Un caffè molto equilibrato ed elegante. Una ottima tazza.

Dopo pranzo ho preparato l’altro caffè, quello etiope fatto di varietà selvatiche, naturale, coltivato da Khalid Shifa a Goma e tostato da Tim Wendelboe ad Oslo.
Anche questo l’ho preparato in V60. L’ho macinato un po’ più grosso del solito ed ho usato acqua a temperatura un po’ più bassa.
In tazza ho sentito un caffè dolce con una acidità citrica, di agrumi ma non sono riuscito a distinguere note specifiche, raffreddandosi è poi peggiorato ed ho cominciato a sentire note erbacee. Non si può dire che è un cattivo caffè ma mi sarei aspettato di più. È stata una piccola delusione.
La sbriciolata all’amarena è stata fatta homemade da Elizabet.
#SentoSaudade

Author Errico Stigliano

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