Dal Ristorante L’Ambasciata di Quistello (MN) i fratelli Tamani si spostano a Villa Bartolomea (VR): il tortello di zucca lotta ancora insieme a noi. Operazione che riesce a pochi: servono i santi in Paradiso.

E uno come Romano Tamani ne deve avere, da quando organizzò un pasto per un Papa in Mantova e il suo grembiulone e i suoi capelli bianchi ondeggianti dietro ad un balcone vennero scambiati per le vesti papali e si scatenò l’applauso. Con il suo magnifico ma autoironico ego, l’oste quistellese lo raccontava sempre, a fianco della fotografia rappresentativa all’ingresso del locale. 

Da domani non lo potrà più fare. 

Cos’è successo?

Dopo il terremoto del 2012 le cose non sono più andate come ai tempi d’oro, in cui io e molti altri sfrecciavamo lungo la A4 e la A22 con la testa immersa in quella sala, in quelle scene da teatro di rivista che i due Tamani montavano ogni giorno. Lo champagne rimasto nei bicchieri buttato sui tappeti, le centinaia di fiori nei vasi degni di una corte francese, i vassoi stracarichi di Parmigiano Reggiano come amuse-bouche, le fette di goloso salame mantovano tagliato alto come piace a me, gli antibagni con le vetrinette piene di intimo sexy della maison locale Christies (non credo di essere stato il solo a consumare in quei bagni sveltine ardimentose e discopatiche). Da domani non sarà più così. Con nuovi soci Romano era rimasto, lo stile pure, con un po’ di personale di cucina e di sala inalterato, i piatti sempre gli stessi, la goduria pure. Poi qualcosa è mutato. 

L’Ambasciata di Quistello rimarrà e sicuramente terranno buono qualche piatto. Ma noi, siamo tanti, i frequentatori del locale dagli anni ‘80 amiamo il risotto con i tartufi delle golene del Po, la frittata di cipollotti “baveuse” con l’aceto rosa quistellese e la mitica anatra muta cotta intera in un litro di cherry, appannaggio del solo “papa” Romano e di quel grandissimo parac. Grand. Uff. e fdp di Carlo.

Il futuro prossimo dei fratelli Tamani

Ma la cucina dei Tamani rinasce, mi ha detto Romano lunedì, e rinasce fra qualche giorno, a 50 chilometri da Quistello, a Villa Bartolomea, vicino Legnago, all’interno dell’Hotel & Residence Villa Bartolomea, proprietà dei signori Lorella e Giancarlo Mirandola. Una struttura ricettiva di pregio dove i due fratelli Tamani ripartiranno con la grinta e la voglia di colpire di nuovo i fan che li seguono dalla nascita. Ho parlato ieri con Romano, trovandolo su di giri come non mai, grintoso e motivato.

“Faremo una cucina lombardo-veneta, ancien e contemporanea allo stesso tempo, perché tutto gira e tutto torna, senza dimenticare mai i principi nostri fondamentali della cucina gonzaghesca” 

“Ti prego, Romano, dimmi che non mancherà la frittata di cipollotti “baveuse” all’aceto rosa quistellese…” 

“Quella mai -risponde Romano-, ci sono gli appassionati come te che la apprezzano più di ******”

“Ora non esageriamo, chef, ma certo l’affermazione mi rincuora parecchio” 

Ora le generazioni di nuovi gourmet sono affascinate da altri luoghi, altri cuochi, altre religioni culinarie, espressioni di contemporaneità certamente geniali in diversi casi, in molti altri però inutili copie senza sapore e senza profumo. Ci vuole talento, molto talento per esaltare materie prime trasformandole in qualcosa di poco riconoscibile alla vista ma molto riconoscibili al palato. E allora è opportuno per tutti un richiamo e un ritorno ad anni diversi, a cucine più empatiche, più lussuriose, più profumate. 

Non c’è solo l’Ambasciata d’ora in avanti, ci sono diversi ristoranti in Italia dove troverete le radici della cucina italiana moderna. 

Ne parleremo un’altra volta. 

Qui mi preme il cuore, l’adrenalina, la felicità di tornare dai miei amici Tamani appena possibile. Molto presto. Arrivo, Romano! Arrivo, Carlo!

Author Giancarlo Maffi

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