Il metadone dei carnisti.

La panacea degli ambientalisti.

Oppure un’alternativa intelligente per salvare capre e cavoli?

Gli analoghi della carne sono ormai una realtà per quasi l’8% della popolazione italiana che ha deciso di interrompere il corto circuito carne – allevamento intensivo – devastazione ambientale. Per non parlare della scarsa qualità della materia prima e della sofferenza dell’animale. Qui si parla di cibo: innanzitutto salutare, poi sostenibile per l’ambiente, affinché le generazioni future possano continuare ad attingere ad aria, acqua e nutrimento.

Un tempo regnava la Dieta Mediterranea ma questa è la generazione dell’hamburger, della fiorentina e poi del Kobe e del foie gras come status symbol. Neppure la soluzione del veganesimo storico è più accettabile. Il gusto si è evoluto e la bistecchina di tofu o la tagliata di seitan sconfortano i meno convinti.

Le persone “normali”, quelle che numericamente farebbero la differenza in uno switch alimentare epocale, devono essere conquistate. Per quel target negli ultimi anni sono nati prodotti tecnologici che imitano il sapore della carne rendendo l’alternativa credibile. Alcune proposte riproducono il gusto tipico dell’hamburger piastrato da fast food americano. Tuttavia, lo fanno senza lesinare su additivi e grassi saturi che annientano il concetto di “sano”.

Joy Food, soluzione Made in Italy

Per risolvere il problema, Alberto Musacchio con la moglie Malu – chef vegetariana – ed il figlio Damiano hanno dato vita, in provincia di Perugia, alla Joy Food. La bella storia di una famiglia vegana che ha trasformato la propria filosofia di vita in una società innovativa specializzata nella produzione di alimenti alternativi.

La linea Food Evolution, distribuita da Esselunga, nasce dopo sei anni di studi e investimenti importanti per soddisfare i gourmet più raffinati e i salutisti più estremi grazie alla lista di ingredienti minimal, con alto tasso proteico, pochi grassi, zero additivi e glutine.

La gamma comprende gli straccetti vegan gusto pollo, i dadini vegan gusto bacon, i bastoncini vegan gusto manzo e, a breve, saranno lanciati sul mercato ben cinque tipologie di burger vegetariani: il burger classico, impreziosito da una nota di limone; l’ortolano, arricchito con un saporito trito di verdure fresche; quello alle olive, dal sapore mediterraneo, guarnito con succose olive italiane; il burger dal profumo di bosco, con golosi pezzi di funghi porcini; infine, il burger più prezioso, con pregiato tartufo nero made in Umbria.

Mission ed evoluzione dell’azienda

“La produzione – spiega Alberto Musacchio – è partita con gli straccetti, i bastoncini ed i dadini che sono estremamente semplici e veloci da consumare. Allo stesso tempo, possono anche costituire la base ideale per la preparazione di alcuni dei grandi classici della tradizione italiana, di ricercati piatti della cucina etnica o per l’invenzione di pietanze fantasiose”.

La chef Malu, in tantissimi anni di esperienza, ha scritto libri con ricette esclusive anche esotiche a base di lime e latte di cocco, ma i tradizionalisti potranno provare la carbonara o l’amatriciana con i dadini al gusto bacon, oppure il manzo alla Stroganoff con i bastoncini al gusto manzo. Sono assolutamente da sperimentare prima di lanciare l’anatema gastronomico.

Joy Food è a comparti isolati, asettica come una camera operatoria e contiene un sistema produttivo sicuro e altamente tecnologico che, partendo dalla soia di provenienza europea, garantisce una sicurezza alimentare impeccabile, il giusto equilibrio proteico, una fibra resistente ed un gusto accattivante.

La masticazione dell’analogo è poi sorprendente per la consistenza del tutto identica a quella della carne.

“Per ottenere una fibra allungata ed elastica simile all’originale – spiega Musacchio – occorre un macchinario particolare (e costosissimo) che lavora sotto pressione. Siamo tra i pochi ad avere questa tecnologia”.

Per cui niente più scuse: che lo si faccia per salute, ambiente o animali, l’opzione verde esiste ed è a tal punto rivoluzionaria da poter ambire a diventare, nel giro di qualche anno, “la” scelta e non più l’alternativa.

Author Rosaria Castaldo

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