Oggi parliamo di un drink, (ma che a un certo punto sfiora la consistenza di un dessert) di tradizione anglosassone, ovvero l’eggnog.

La prospettiva di un Natale insolito lascia i popoli del pianeta davanti a un certo smarrimento.

Quello che si apprende, comunque, è che nei limiti del possibile la stragrande maggioranza cercherà di onorare le tradizioni, se non altro come buon auspicio per il nuovo anno, che tutti ci auguriamo essere meno drammatico. Solitamente bevuto nel periodo che va dal giorno del ringraziamento alla conclusione delle festività natalizie, l’eggnog ha consolidato decennio dopo decennio la sua funzione di bevanda energetica e avvolgente, tanto da svilupparsi in infinite versioni.

Originariamente nel Medioevo era il posset, ovvero una bevanda a base di latte cagliato con vino o birra acida e spezie, che bevuto caldo dava sollievo contro il raffreddore.

Con il tempo si affina questa rudimentale idea e gli inglesi, amanti e importatori di vini fortificati (procedimento necessario alla conservazione durante i viaggi), cominciano ad applicarvi questa tecnica. Quindi, in primis la selezione di vino, sherry, marsala e così via, poi il distillato, che poteva benissimo essere brandy o whiskey. In ultimo, le spezie selezionate, come la noce moscata.
Con l’aggiunta dell’uovo, si forma quella famiglia di cocktail denominata Flip.

Probabilmente spunto derivato da bevande calde consumate nella tradizione francese o nord-italiana come il latte di gallina o lait de poule, ovvero latte di mucca appena munto assieme a uova sbattute e distillato.

La ricetta più importante e che racchiuderà questo percorso storico sarà il Brandy Eggnog, si dice messa a punto da un barman inglese di nome Carl Joannessons intorno al 1700.

Dall’Inghilterra questa ricetta passa alle colonie americane e rimarrà ancorato alla loro tradizione, offerto nel Thanksgiving day al capofamiglia.

Anche se probabilmente il distillato usato in un primo momento, per ovvi motivi, fu il rum e non il brandy.

Nel 1862 l’eggnog compare nel libro primo di ricette per barman del professor Jerry Thomas. Quivi si delinea a questo punto una separazione tra eggnog (distillato, uovo, panna, zucchero e spezie) e flip (i soliti ingredienti ad esclusione della panna o latte).

Nel tempo le due famiglie di cocktail si incroceranno spesso e molte volte si decide di lasciare la panna opzionale ad una medesima ricetta.

Questa la prima ricetta apparsa nel 1862 nel volume di Jerry Thomas

1 cucchiaio di zucchero raffinato sciolto in 1 cucchiaio di acqua fredda
½ calice di Rum Santa Cruz
1 calice di Cognac
1 uovo
1/3 tumbler di latte

Nella versione fredda si miscela nello shaker con ghiaccio e si serve con grattugiata finale di noce moscata.
Per quanto riguarda la versione calda, si miscelano gli ingredienti con acqua bollente al posto del ghiaccio e si serve con grattugiata finale di noce moscata.

Questa l’ultima versione I.B.A. Del 2011

4cl di Brandy
5cl di latte
3 cl di sciroppo di zucchero
1 tuorlo d’uovo
Si miscela nello shaker con ghiaccio e si serve con grattugiata finale di noce moscata.

Durante il corso degli anni, mi è capitato in solitaria o assieme a colleghi e amici di rielaborarne alcune versioni, variando sul distillato. Ho spaziato dai più consueti brandy, fino ai sudamericani, ma sempre comunque invecchiati, come tequila o rum. Oppure ho giocato con le spezie, che sono tantissime. Mi vengono in mente la cannella, la vaniglia, la fava tonka, l’angelica e così via.
Dalla prima all’ultima versione ufficiale nel mezzo c’è la fantasia e il gusto di ognuno da mettere alla prova in questo periodo festivo.

Author Daniele Lencioni

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