Varcando le porte di questa pizzeria sita in Montesarchio si ha la sensazione di essere in un locale tradizionale, dove le pizze si limitano ad essere buone.

Nulla di più lontano dalla realtà, citando il brano dei Subsonica che si rifà ad un detto piemontese, eccettuando la selezione di classiche da “Il segreto di Pulcinella” troverete cucina su pizza.

Proprio così, Giuseppe Bove nasce cuoco e non manca di far passare questa sua indole che si esprime con dei veri e propri piatti spesso pensati per valorizzare il disco di pizza, altre volte per essere i protagonisti di una esperienza che sfugge alle categorizzazioni.

Antonio Bove (fornaio) sulla sx e Giuseppe Bove

Antonio Bove (fornaio) sulla sx e Giuseppe Bove

Triple baccalà

Davvero notevole la triple baccalà: fior di latte di mucca jersey, baccalà islandese marinato, maionese di baccalà, chips di baccalà, polvere di olive nere infornate, polvere di pomodorini dunne, polvere di capperi di salina, erba cipollina, basilico, olio evo Muraglia.

Triple baccalà

Triple baccalà

Una realizzazione ineccepibile, la materia prima è valorizzata ed esplode in ogni sua forma e consistenza. Pregevole il gioco tra la croccantezza della chips e la succulenza apportata dalla golosa maionese.

Una grande tecnica, sensibilità, gestione: c’è tutto.

Siamo in presenza di una vera pizza “cucinata”.

L’estro dello chef

Il menù estivo, ancora attivo durante la mia visita, aveva una pizza o meglio montanara molto scenografica la rosso di Mazara.

Rosso di Mazara

Rosso di Mazara

Ci è stata proposta come entrée, è così composta: stracciata di bufala, zucchine marinate al sale maldon e olio evo, gambero rosso di Mazara del Vallo, ribes, aria di limone, basilico, olio evo; in questa esecuzione l’aria è stata sovradosata e regalava un’acidità importante che soverchiava e a tratti annullava il sublime accostamento gustativo sottostante.

Less is more, anche in questo caso.

Per il mio gusto l’ho trovata difficilmente approcciabile al morso, dato che la “nuvoletta” restava compatta. Invece la montanara è perfetta per frittura e consistenza.

Questa portata merita un’attenzione particolare, ad emergere è il coraggio sfrontato che Giuseppe oppone al conformismo imperante. “Voglio darvi quello che non vi aspettereste mai in una pizzeria” sembra dire.

La “piaciona”

Una  comfort pizza è la “specialità di Pulcinella” con patate cotte sotto cenere, pancetta e porcini. Sapori intensi ed autunnali che diventano morso unico con l’impasto morbido, leggero ed a tratti etereo.

Specialità di Pulcinella

Specialità di Pulcinella

Omaggio a Montesarchio, vale il viaggio

Non dovreste assolutamente perdervi  la “Omaggio a Montesarchio” una pizza identitaria e “local”.

Provate ad immaginare ad un peperone ‘mbuttunat e scomponetelo su pizza.

Fatto?

Chi immagina possa essere pesante si stupirà della leggerezza nonostante la complessità degli elementi.
Da sola vale la visita.

Omaggio a Montesarchio

Omaggio a Montesarchio

La gioia degli amanti dei formaggi

Impossibile non menzionare la cheese inside.

Una selezione di formaggi unica, qualcuno in esclusiva, tutti percepibili al morso.

Il consiglio è quello di condividerla con altri amanti dei formaggi in un percorso multi sfaccettato e divertente.

Cheese inside

Cheese inside

L’esperienza in pizzeria

Il servizio è puntuale, preciso e cordiale. Ben oltre gli standard di una normale pizzeria.

Ma come vi avevo anticipato, questa non è la classica pizzeria né la consueta esperienza di pizza.

Dunque mollate le certezze, abbandonate il pregiudizio.
Osate emozionarvi.

Author Antonio Caldarelli

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